#AConversationWith Beatrice Mesguich, founder Il Capo Vintage

#AConversationWith Beatrice Mesguich, founder Il Capo Vintage

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Beatrice Mesguich, founder de Il Capo Vintage, piccola mecca del second-hand nel cuore di Torino.

 

Due righe per presentarti ai lettori 

Ciao a tutti! Sono Beatrice Mesguich, ho 24 anni e sono nata negli Stati Uniti - per una serie di strani eventi -, da papà francese e mamma italiana (mi sento comunque molto legata a tutte e due le culture). Sono del Sagittario (e non sarò qui a dire che è il segno migliore dello zodiaco perché già lo sapete) e se non sono in negozio mi trovate o a Parigi o per qualche mercatino in giro per il Piemonte. Ho frequentato il liceo artistico di Asti, in seguito mi sono trasferita a Torino per studiare prima Beni Culturali e poi all’Accademia di Belle Arti. 

 

Come è nata l’idea per Il Capo Vintage?

Il Capo Vintage nasce dopo un brutto e complesso anno della mia vita. Prima de Il Capo Vintage ho gestito per due anni un’altro negozio di vintage (con il mio ex), dopodiché ho capito tre cose: amore e lavoro devono rimanere separati, le cose mi piace farle da sola e non bisogna avere paura di lasciare andare tutto per il timore di non avere più nulla. Quindi dopo un’altra serie di strani - e questa volta dolorosi eventi -, mi sono ritrovata senza casa, lavoro e fidanzato. Per fortuna ho una famiglia pronta a sostenermi e tantissimi amici su cui contare e in 3 mesi ho aperto da capo un altro negozio: Il Capo Vintage, appunto. Ho fatto tutto da sola, scelto il locale, dipinto, arredato, selezionato i vestiti e iniziato a gestire i social e il sito. Quando tutto era pronto ho iniziato a fare quello che più mi piace: fotografare, organizzare eventi e vendere vintage.

 

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare per partire?

La paura. La paura di cominciare tutto da sola, di avere idee troppo grandi e di non riuscire a gestire tutto. Poi, però, si inizia a fare un passo, poi un’altro, e si capisce che la paura serve davvero a poco. 

 

Che consiglio daresti alla te dell’inizio?

Mi prendo questo spazio per darmi più di un consiglio (scusate, ma adoro scrivere queste cose romantiche, colpa dei libri che ho letto e delle serie tv che ho visto). "Cara Beatrice, non ti accontentare MAI, a livello lavorativo e sentimentale. Non avere paura di parlare, di dare peso alle tue idee e ai tuoi valori. Non modificarti per altre persone, solo per accontentarli. Pensa, valuta, e buttati nelle cose."

 

In cosa trovi l’ispirazione?

Nelle persone. Nei bei progetti (come il vostro), nei momenti della vita che sembrano dei film, quei pochi secondi che però sembrano infiniti. Nella musica. Nei personaggi più o meno famosi che seguo. 

 

Ci sono mai dei momenti in cui hai la sensazione che le preoccupazioni prendano il sopravvento? Come li superi?

Ci sono, e purtroppo non sono solo momenti, ma intere giornate. Avere un proprio negozio è molto complesso per me a livello emotivo, perché ci sono momenti molto “alti” e momenti “bassi” a livello di vendite e di affluenza. È una cosa assolutamente normale, ma non mi entra in testa e quindi mi sento subito una fallita se per qualche giorno le cose non sono esattamente come le avevo immaginate. Poi succede che entra una ragazza che si ferma a parlarmi dei suoi progetti, oppure si ferma per un caffè con me, e improvvisamente sento di stare facendo la cosa giusta. Quindi, come quasi tutto, è solo questione di tempo, di aspettare un momento migliore.

 

Qual è stato il primo grande traguardo (e come lo hai festeggiato)?

Vedere i miei amici in negozio (finalmente finito) con gli occhi lucidi. E anche il primo evento con voi, quando ho visto tutte le persone nuove entrare in negozio - è stato bellissimo. L’alcool è sempre un buon modo per festeggiare (questa frase la posso dire? Massì, ho comunque sempre 24 anni.. ogni tanto me lo dimentico)

 

Di che figure ti sei circondata per costruire il tuo progetto?

Non sarei mai riuscita a fare quello che ho fatto senza la mia famiglia e i miei amici. Come figure professionali, invece, ho solo la mia commercialista e il mio amico Andrea che mi aiuta con le grafiche. 

 

Qual è il prossimo obiettivo che ti sei prefissata?

Se parlo come una sagittario pura direi: aprire un negozio in ogni capitale europea. Ma poi, la mia luna in vergine mi fa essere più razionale; e quindi continuare a fare quello che sto facendo, migliorando sempre di più e e avere la possibilità di assumere qualcuno che mi aiuti nel mio progetto.

 

Ci daresti qualche consiglio ‘pratico’ per acquistare vintage? Ad esempio su che pezzi puntare, come scovare le chicche…

La prima cosa da fare è toccare e provare il prodotto. Non puntare alle marche, ma alla qualità, che molte volte è superiore in un capo non firmato, ma magari sartoriale. Non abbiate paura di provare cose distanti dal vostro stile, perché potrebbe stupirvi una gonna rosa o una maglione verde. Se vi trovate in un mercatino guardate che non ci siano difetti - ma non fermatevi se c’è un piccolo buchino o una macchia, la maggior parte delle volte si possono aggiustare. 

 

3 posti del cuore a Torino

Il parco del Valentino la mattina.

La libreria Luxemburg al pomeriggio.  

Il bar Isola la sera.

 

Senza pensarci: il primo film, il primo libro e la prima canzone che ti vengono in mente.

Una vita come tante di Hanya Yanaghara, Abissale di Tananai (che salutiamo, ciao Alberto 👋🏻), La La Land di Damien Chazelle.